Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione


Grottazzolina

 

l punto di partenza del secondo itinerario è GROTTAZZOLINA.Grottazzolina1 Prima di entrare nell'abitato, possiamo osservare una elegante villa fatta costruire nella seconda metà dell'ottocento da Ludovico e Francesco Graziani, cantanti operistici di metà Ottocento nativi di Grottazzolina. Superata la rotonda attraverso via Cavoured un viale alberato arriviamo in Piazza Marconi. A sinistra, per Corso Vittorio Emanuele Il, che costeggia l'antico castello, dopo Largo Graziani giungiamo in Piazza Umberlo I e all'interno del vecchio incasato di origine medievale sorge Palazzo Azzolino (origine XIII sec.). Nella piazza, sui resti di un precedente edificio religioso, fu costruita, negli ultimi decenni del '600, la Chiesa di San Giovanni Battista che conserva la tela del "Battesimo di Gesù" (XVII sec.) sullo stile del  Pomarancio e una Croce Astile del XV sec.. In Piazza Marconi verso Grottauolina, Scorcio delle Mura destra, percorrendo Corso Vittorio Emanuele Il, superato il Palazzo Municipale con torre campanaria merlata, costruito agli inizi di questo secolo dove un tempo esisteva solo una scarpata, perveniamo alla Chiesa parrocchiale del SS. Sacramento la cui costruzione ebbe inizio nel 1768, dove prima sorgeva la chiesa extraurbana di S. Petronilla. L'interno è stato affrescato da Luigi Fontana e conserva un gruppoligneo policromo, "Vergine col Bambino". Sul Iato sinistro della chiesa troviamo il Teatro Comunale Ermete Novelli, completamente ristrutturato, costruzione liberty con una capienza di oltre duecento posti. Fuori dal paese, sorge la Chiesa di Santa Maria, pregiata per alcuni affreschi e dipinti risalenti al 1600. Furono di Grottazzolina Vincenzo Natali, tisiologo e Ministro della Sanità nel secondo dopoguerra e Guido Piergallina, sacerdote ed erudito, appassionato ricercatore di antichità.

Monsampietro Morico

 

Monsanpietro2Addentrandoci nell'entroterra e continuando su strada locale incontriamo MONSAMPIETRO MORICO che si eleva sul versante destro delrEte Vivo. La Piazza, circondata da mura, torre e merli ghibellini è intitolata a Malugero Melo fondatore del Castello. Chiusa armonicamente da edifici in parte restaurati, vi scorgiamo le linee barocche della Parrocchiale di S. Pietro e vi accediamo da Piazza Cesare Battisti, attraverso un ripido e caratteristico percorso pavimentato in pietra. In Piazza Roma, che troviamo all'ingresso del paese, si eleva la Addentrandoci nell'entroterra e continuando su strada locale incontriamo MONSAMPIETRO MORICO che si eleva sul versante destro delrEte Vivo. La Piazza, circondata
da mura, torre e merli ghibellini è intitolata a Malugero Melo fondatore del Castello. Chiusa armonicamente da edifici in parte restaurati, vi scorgiamo le linee barocche della Parrocchiale di S. Pietro e vi accediamo da Piazza Cesare Battisti, attraverso un ripido e caratteristico percorso pavimentato in pietra. In Piazza Roma, che troviamo all'ingresso del paese, si eleva la di S. Michele Arcangelo (XVII sec.), con la caratteristica facciata su cui si stagliano due alte torri, conserva un polittico di Vittore Crivelli datato 1496 "Madonna con il Bambino, S. Antonio da Padova, S. Rocco e S. Lucia", un gruppo marmoreo che rappresenta una Madonna col Bambino, del XVII sec. e, nella seconda cappella di destra, un tabernacolo esagonale con formelle di scuola crivellesca.

Monsanpietro1Monsanpietro4

Santa Vittoria in Matenano

 

Santa_Vittoria_in_Matenano3In direzione monti incontriamo nel nostro itinerario SANTA VITTORIA IN MATENANO. Non si può parlare di Santa Vittoria in Matenano senza legare il paese alla grandezza degli Abati di Farfa. L'aggiunta della parola Matenano è avvenuta successivamente all'Unità d'Italia nel 1862. Cominciando il nostro giro dalla Porla San Salvatore, su cui si staglia l'imponente Torre dell'Abate Oderisio (XIV sec.), troviamo il quattrocentesco Palazzo Melis, dalle originali finestre, Palazzo Monti e l'antica Chiesa di Sant'Agostino (XVI sec.), dove vi si conserva tra l'altro un organo del 1603, con il quattrocentesco chiostro completamente rifatto e il convento che oggi ospita il Municipio, ricco di pergamene che vanno dal 1212 al 1807 e di un affresco del Pagani. Una piccola strada sale verso la sommità del borgo: percorrendola arriviamo al Convento delle Benedettine (990), completamente rimesso a nuovo; nella facciata iscrizioni del 1300, all'interno una Pietà del XV sec.. Saliamo ancora per raggiungere la Collegiata di Santa Vittoria, la cui cripta conserva, in un'urna quattrocentesca, i resti della Santa e la cui cella campal'l8ria è formata da ben sette campane. Nella chiesa superiore si custodisce: un "San Francesco", tela del XVI sec., la "Vergine del Rosario" di A. Ricci del XVII sec. ed un "San Giovanni Battista" di Ghezzi (XVII sec.). A destra della chiesa, su una altura boscosa è il cosiddetto CappelIone, avanzo di una grande chiesa monastica farfense che comprende, su11a sinistra, il celebre Oratorio Fatfense completamente affrescato dalla splendida mano di Fra' Marino Angeli e dei suoi collaboratori, intorno alla metà del Quattrocento, con scene della vita di Cristo ed immagini di Evangelisti e Dottori della Chiesa. Da non dimenticare il Teatro del Leone. Da visitare, in campagna, la Fonte del latte, che la tradizione vuole essere scaturita miracolosamente durante la sosta dei Monaci che trasportavano le reliquie di S. Vittoria e poco distante la Chiesetta di Santa Maria degli Angeli con l' affresco raffigurantela "Madonna del Latte".piccola strada sale verso la sommità del borgo: percorrendola arriviamo al Convento delle Benedettine (990), completamente rimesso a nuovo; nella facciata iscrizioni del 1300, all'interno una Pietà del XV sec.. Saliamo ancora per raggiungere la Collegiata di Santa Vittoria, la cui cripta conserva, in un'urna quattrocentesca, i resti della Santa e la cui cella campanaria è formata da ben sette campane. Nella chiesa superiore si custodisce: un "San Francesco", tela del XVI sec., la "Vergine del Rosario" di A. Ricci del XVII sec. ed un "San Giovanni Battista" di Ghezzi (XVII sec.). A destra della chiesa, su una altura boscosa è il cosiddetto CappeJlone, avanzo di una grande chiesa monastica farfense che comprende, sulla sinistra, il celebre Oratorio Falfense completamente affrescato dalla splendida mano di Fra' Marino Angeli e dei suoi collaboratori, intorno alla metà del Quattrocento, con scene della vita di Cristo ed immagini di Evangelisti e Dottori della Chiesa. Da non dimenticare il Teatro del Leone. Da visitare, in campagna, la Fonte del latte, che la tradizione vuole essere scaturita miracolosamente durante la sosta dei Monaci che trasportavano le reliquie di S. Vittoria e poco distante la Chiesetta di Santa Maria degli Angeli con l' affresco raffigurantela "Madonna del Latte".

Santa_Vittoria_in_Matenano1

Belmonte Piceno

 

belmonte2Dopo pochi chilometri si trova BELMONTE PICENO. In Piazza Garibadi possiamo ammirare il Palazzo Comunale e la Chiesa di San Salvatore (ricostruita nel XVIII sec.) con una statua in legno della Pietà del 1400, una croce stazionale del 1600 e vari arredi sacri e reliquari. AI centro della parete della chiesa parrocchiale, il "Tabernacolo della Croce" racchiude la reliquia del legno che la tradizione popolare indica come quello che ha accolto il Cristo crocefisso sul Golgota. Dell'antico castello feudale, dalla forma allungata, rimangono alcuni spezzoni di mura e i due ingressi fortemente rimaneggiati. Nella piazzetta, in discesa, sorge il Palazzo gentilizio Ferrini-Mandolesi. Uscendo dal centro abitato troviamo un parco naturalistico che si trova su un cocuzzolo, Torricefla, piccola costruzione a torre circondata da pini e querce. Sempre fuori dall'incasato, alle pendici del Colle Tenna, è la piccola Chiesa di San Simone e Giuda già Santa Maria in Muris, gioiello di architettura paleoromanica, che ingloba frammenti litici di epoca romana, con la facciata ricavata da una torre di vedetta. Infatti nel territorio di questo Comune, vennero trovati i resti della più importante necropoli preromana, precisa testimonianza che genti picene furono insediate in questo spazio. In oltre trecento tombe sono stati rinvenuti reperti archeologici di grande valore storico, che la Sovrintendenza anconetana ha trasferito nel Museo del capoluogo marchigiano. Da ricordare i cosiddetti Morrecini, massi di pietra cementata, resti di monumenti funebri ove venivano collocate, in apposite nicchie, le anfore con le ceneri dei defunti.

 

belmonte3

Montappone

 
Proseguendo la strada provinciale verso destra a pochi chilometri troviamo MONTAPPONE, Montappone1castello feudale nell'anno mille e feudo della famiglia Nobili-Brunforte. Arrivando al Centro storico per un lungo viale alberato che conduce al paese antico, contraddistinto dai simboli della Via Crucis, troviamo Via del Palazzo, con la probabile unica porta d'ingesso ed in cima alla prima rampa la Chiesina-oratorio del SS. Sacramento con affresco "Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Giorgio" un tempo attribuito al Pagani, un bel portale romanico in cotto del trecento con colonnine sottili e lo stemma dell'omonima Confraternita. Più in alto si eleva la grande Chiesa di S. Maria in Castello del XV sec., al cui interno sono custoditi alcuni quadri.

Tornando in basso, in piazza, di fronte al Municipio, sorge la Chiesa Parrocchiale di S. Maria e S. Giorgio, nata sui resti della romanica Madonna di Villa con al suo interno una Santa Croce-reliquario in argento. pietre preziose e ceselli di arte marchigiana del XV sec. ed una tela attribuita alla scuola del Pomarancio "Madonna con il Bambino e Santi", restaurata di recente. Presso la scuola media, è stato istituito il Museo del Cappello, che documenta i sistemi e le attrezzature usate nel tempo per la produzione dei cappelli di paglia a testimonianza del fatto che ci troviamo nel cuore dell' industria dei cappelli. 

 

Montappone2 Montappone3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Montappone5

Monteleone di Fermo

 

Monteleone1Lasciato Sant'Elpidio Morico proseguiamo per MONTE LEONE DI FERMO, posto su uno sperone tra l'alta valle dell'Ete e il Lubrico, suo affluente. Arriviamo in Piazza Umbeffo  chiusa a nord dalla Chiesa Parrocchiale di San Marone, realizzata nel XVI sec. nel contesto di un monastero agostiniano, non più esistente. Di particolare interesse  è la Torre, ad esagono irregolare, del XIII sec., già elemento centrale dell'antico castello, cui è unita la Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista. All'interno di questa sono conservate una croce astile sbalzata in argento, opera di Bartolomeo da Montelparo (1524) e due tavolette, "La Madonna" e "S. Giovanni", di scuola crivellesca; l'ingresso laterale, in via Garibaldi, ha decorazioni in cotto ed architravi paleocristiani. Due tavolette del XV sec. sono invece custodite nel Palazzo Comunale. Poco fuori in direzione Servigliano, è la Chiesa rurale del Crocifisso, detta anche Madonna della Misericordia (secc. XV-XVI,con interventi del XVIII sec.). L'interno è riccamente decorato con affreschi: tra questi particolare menzione merita quello occupante l'intera lunghezza della parete di sinistra il "Giudizio Universale" opera firmata dal pittore Orpheo Presutti nel 1546.

 

 

Monteleone3Monteleone4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Servigliano

 

servigliano3
Ridiscendendo in direzione mare  arriviamo a SERVIGLIANO. Prima di giungere al centro abitato troviamo la località Curetta, sede dell'antico castello abbandonato a causa di un ampio smottamento, con la Parrocchiale (XVIII sec.) che conserva una tela di A. Liozzi. Entriamo da Porta Navarra; il centro attuale che tra il 1772 e il 1866 ebbe il nome di Castel Clementi non venne edificato ex novo per disposizione di Papa Clemente XIV, dopo che il vecchio incasato intorno al 1750 cominciò a rovinare per dissesti idrogeologici.
L'architetto Virginio Bracci progettò un impianto razionale, quadrangolare, in stile neoclassico, a strade perpendicolari e case a schiera. Possiamo visitare il Palazzo Municipale con la corte quadrangolare e la splendida magnolia, la Coe-giata di S. Marco con tele del XVIII sec. di Alessandro e Filippo Ricci e un prezioso reliquiario del 1403.In Borgo Leopardi è il complesso dell'ex Convento dei frati Minori OsseNanti (XVI sec.) con annessa la Chiesa di S. Maria del Piano che conserva pregevoli affreschi, sculture lignee e pale d'altare del XVI sec.. Uscendo da Porta Santo Spirito, in direzione Amandola troviamo il Parco della Pace, parco giochi e spazio per attività sportive: è un campo di concentramento attivo a Servigliano tra il 1916 e il 1957, nel quale furono. raccolti prigionieri austro-tedeschi durante la prima Guerra Mondiale e dal 1940 al 1943, prigionieri angloamericani. Tra il 1943 e il 1944 nel campo vennero rinchiuse alcune centinaia di ebrei, in gran parte finiti ad Auschwitz; successivamente vi trovarono riparo profughi giuliani e dalmati. Numerose e tutte immerse nel verde, le ville di campagna: da Villa Brancadoro che è possibile scorgere transitando sulla provinciale per Amandola, a Villa Vecchiotti, lungo la strada che sale a Santa Vittoria in Matenano. Percorrendo la strada, sempre in direzione Amandola, raggiungiamo la Chiesa rurale di San Gualtiero, con abside gotica ed affreschi del XVII sec..

 

servigliano2servigliano1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Falerone

 

Il nostro viaggio si conclude a FALERONE. faleronePercorriamo la ex statale 210 Faleriense fino a Piane di Falerone. Alla sommità troviamo Falerone salengo verso il paese dopo circa 2 Km, sulla sinistra, unaChiesa rurale di S. Paolino, posta tra il verde e i campi coltivati. Di origine longobarda, realizzata con pietre di fiume e materiale proveniente da edifici romani, la Chiesa ha caratteri romani gotici; la torre quadrangolare, ad uno spiovente, ha un'elegante bifora nella terza sezione; ristrutturazioni posteriori non ne hanno guastato il carattere di armonioso decoro. Falerone, erede della romana "Falerio Picenus", rispose ad esigenze strategiche difensive che sorsero dopo il declino dell'impero romano. La colonia di Falerio Picenus fu dedotta da Augusto probabilmente dopo la battaglia di Azio (31 a.C.). Le principali testimonianze archeologiche sono costituite dai resti dell' Anfiteatro, dalle Cisterne e dallo straordinario Teatro, tra i meglio conservati. L'intero complesso, non ancora completamente riportato alla luce, costituisce uno tra i più importanti Parchi Archeologici del centro Italia. Dell'antico impianto urbano restano mura e torrioni; su Piazza della Libertà si affacciano la Chiesa di S. Fortunato (XIII-XIV secc.), ricca di un antico portale del 144O, della statua lignea del Santo e di una tavola di Vitto re Crivelli, recentemente restaurata e di un dipinto di Marino Angeli del XV sec.; di fronte le stupende Loggette dei Mercanti (prima metà del XV sec.). Presso l'ex convento di S. Francesco, nel Museo Archeologico Comunale, recentemente riqualificato, !;nnn c:nn!;ArvatA interessanti testimonianze (che in parte si trovano presso i Musei Archeologici di Ascoli Piceno, Fermo e persino al Louvre) riferite all'insediamento romano in località Piane di Falerone. Percorrendo Corso Garibaldi ci possiamo interessare dell'abitazione quattrocentesca che si trova al civico 24; giungiamo così alla centrale Piazza della Concordia, con la Chiesa Parrocchiale, l'attuale sede del Municipio (all'interno, "S. Francesco riceve le stigmate", attribuito a Carlo da Camerino) e Palazzo Emifiani, ristrutturato per ospitare gli uffici comunali. Ritornando in Largo Ferrer, in direzione Sant'Angelo in Pontano raggiungiamo la Chiesa  rurale di S. Margherita. Realizzata nel XIII sec., subì delle trasformazioni notevoli nel '700. Sulla paretedella casa parrocchiale, posta di fronte all'ingresso della Chiesa, c'è un gruppo in pietra, "Madonna ,di Loreto col triregno e Bambino", di arte popolare marchigiana dei secco XV-XVI.

Magliano di tenna

 
Prima tappa è MAGLIANO DI TENNA, paese che mantiene l'aspetto del "castello medievale" su un' altura isolata dominante la bassa Valle del Tenna, con la cinta muraria tutt'ora ben conservata. Magliano2
Entrando in paese troviamo Porta da Bora,che era l'unico ingresso al castello; la porta ha l'arco a sesto acuto e al suo interno c'è ancora un'ampia troniera e resti del portale da cui muoveva il ponte levatoio. Nella piazza principale troviamo il Palazzo Comunale e la Chiesa Parrocchiale di S. Gregorio Magno, ricostruita al termine del XVIII sec. sui resti di un precedente edificio farfense, del quale rimane una cappella con un affresco "Madonna che tiene in braccio il Bambin Gesù tra S. Vittoria e S. Lucia", un tempo attribuito al Pagani. Fuori le mura vi è la Cappella della Madonna delle Grazie, con affreschi cinquecenteschi, tra cui una "Crocifissione" e lungo la ex strada statale 210 troviamo la Chiesa di S. Filippo, dove all'interno vi è il monumento funebre dell'architetto fermano Giovan Battista Carducci acui si devono tanti edifici neoclassici costruiti nell'Ottocento a Fermo e nel circondario.

 

Magliano3

 

Magliano1

Rapagnano

 

Ritornando verso il paese di Magliano di Tenna e continuando la Provinciale arriviamo a RAPAGNANO, dove tratti di cinta muraria e torrione (XIV sec.) testimoniano la sua origine medievale. rapagnano3Il Palazzo Comunale (XVII sec.) e la Chiesa di San Giovanni Battista (inizio XIX sec.), che ospita il Museo Parrocchiale, sono progetti attribuiti all'architetto Virginio Bracci. La presenza di insediamenti preromani e romani è testimoniata da reperti rinvenuti nel 1880 in contrada San
Tiburzio. Si tratta di vasi in terracotta e in bronzo, di spade, lance, anfore, scudi. Nel centro storico troviamo la cinta muraria, che ha una forma ovoidale, con tre torri rompitratta; entrando in Piazza attraverso la Porta della Pesa del XIV sec. ammiriamo il Palazzo Comunale e la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista che ha al suo interno tre "Madonne col Bambino Sant" dipinte su tela da Claudio Ridolfi.       

La Chiesa custodisce inoltre, in una teca, la reliquia del braccio destro che si vuole attribuire a Giovanni il Battista. Rapagnano vanta addirittura i natali di un Pontefice: Giovanni XVII, figlio di Siccone e Colomba, il cui busto è conservato nella Chiesa Parrocchiale. Passeggiando per i vicoli scopriamo diversi palazzi gentilizi, laddove un tempo erano le mura di difesa. Altre chiese da visitare sonoquelle di San 1iburzio e di Santa Colomba. Per uscire dall'incasato attraversiamo la Porta da Bora un tempo l'unico ingresso al castello.

rapagnano1rapagnano2

Ponzano di Fermo

 

Ponzano2

La prima tappa dell'itinerario è PONZANO DI FERMO. Il nostro giro turistico inizia visitandone il centro storico. Dopo aver percorso circa 500 metri arriviamo in via  Garibaldi, dove si trova il Palazzo Comuna' le e la Chiesa Parrocchiale di S. ( Maria, risalente al 1792: è costruita in stile neoclassico ad un'unica navata con soffitto a volta e tetto a , apanna. All'interno troviamo cinque altari in legno oltre ad alcuni i capolavori eseguiti tra la fine del XVI e l'inizio del XVII sec. attribuibili al Pomarancio e a Palma il Giovane. Uscendo dalla chiesa, troviamo una rampa che unisce la struttura del vecchio "castrum" agli spazi sottostanti e levando lo sguardo verso l'alto scorgiamo ciò che rimane del castello, il torrione che funge da porta d'ingresso, che permette l'accesso \all'interno del vecchio incasato owero l'antica "via oscura". Concluso il giro del centro storico, a meno di un chilometro possiamo ammirare la Chiesa di S. Marco, di origine romanica che conserva un fascino particolare data la sua posizione e l'importanza storico-artistica. Reperti archeologici presenti nella chiesa, quali una lapide con iscrizione sepolcrale, un capitello corinzio e un grande s,arcofago, rivelano la presenza di insediamenti del tardo impero romano (300 d.C).L'interno si presenta con una pianta basilica le a tre navate, il presbiterio rialzato e l'unico altare ha per mensa un antico sarcofago romano. Prima della navata destra troviamo la "fonte" di marmo per l'acqua benedetta; lungo la navata sono visibili i resti di un muro dal quale partivano le volte a botte e a crociera. Nella volta, sopra al presbiterio, delimitata da due archi trionfali, si possono ammirare decorazioni e rappresentazioni bibliche del XII sec. con al centro l'immagine del "Cristo Pantocrator". Queste sono da considerarsi le più antiche pitture I conservate nelle chiese romaniche del territorio fermano. A 3 chilometri dal paese, nella frazione di i Torchiaro si erge la Chiesa di San Simone e Giuda, a navata unica,  dove all'interno troviamo collocate - due colonne in marmo risalenti ad  epoca romana ed un'acquasantiera del XIII secolo

 

Ponzano1Ponzano3

Torre San Patrizio

 
Terza tappa tra i Comuni della Vai Tenna, sulle tracce più antiche de!la regale Roma e della Farfa medievale è TORRE SAN PATRIZIO. All'antico borgo, che si formò attorno alla chiesa di San Patrizio o "Turris Patritia" oggi scomparsa e di cui si conserva in parte la cinta muraria, accediamo da Porta da Sole dal classico arco a sesto acuto che conduce in Piazza Umberto I. Il paese si trova su un piccolo colle in posizione panoramica: inTerza tappa tra i Comuni della Vai Tenna, sulle tracce più antiche della regale Roma e della Farfa medievale è TORRE SAN PATRIZIO. TorreSanPatrizio2
All'antico borgo, che si formò attorno alla chiesa di San Patrizio o "Turris Patritia" oggi scomparsa e di cui si conserva in parte la cinta muraria, accediamo da Porta da Sole dal classico arco a sesto acuto che conduce in Piazza Umberto I. Il paese si trova su un piccolo colle in posizione panoramica: interessante la piccola Chiesa della Madonna delle Rose del XV sec.in via Cavour, che conserva un affresco con "Madonna col Bambino e Santi", data bile intorno al 1446, attribuito probabilmente a Pietro Alima. In Piazza Umberto I davanti al Palazzo Comunale, è la Chiesa neoclassica di S.Salvatore (1773); Piazza Marconi, dall'altro capo delpaese, ha visto distrutta appena dopo fa guerra la Porta da Bora che era l'ingresso principale al paese. Fuori le mura del castello sorgono il Convento e l'annessa Chiesa di S. Francesco dove si può ammirare un affresco di Vincenzo Pagani.  Poco fuori è Villa lara, parco comunale, dove visse nella seconda metà dell'Ottocento la scrittrice inglese Margaret Collier  dove ambientò il suo libro "La nostra casa sull'Adriatico".

 

TorreSanPatrizio3      TorreSanPatrizio1