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UVA-BIANCA   VIGNETI   VIGNETI2

 

 

Le colline marchigiane, che dolcemente degradano dall’Appennino sino al mare, rappresentano le zone più felici per il prosperare della coltura della vite e della produzione di ottime uve dall’essenza estremamente zuccherina e  profumata, indispensabili per ottenere vini di eccellente qualità.

La vite nelle Marche è la coltura arborea principale; sono 2400 gli ettari di vitigni, un terzo dei quali per la produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata.Le Marche hanno un vino per ogni contrada, ognuno con le proprie caratteristiche, ma tutti vanno per il mondo e sono considerati eccellenti. Di questi ben 15 sono i vini DOC (Bianchello del MetauroColli MaceratesiColli PesaresiEsinoFalerio dei Colli AscolaniI Terreni di San SeverinoLacrima di Morro d’AlbaOffidaPergolaRosso Conero,  San GinesioSerrapetronaRosso Piceno,Verdicchio dei Castelli di JesiVerdicchio di Matelica) e 4 vini DOCG (Conero e la Vernaccia di Serrapetrona, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Classico Riserva, Verdicchio di Matelica Riserva).

In questi ultimi anni si sono sviluppate tecniche di affinamento dei vini che richiamano tradizioni consolidate. L'invecchiamento dei vini ha reintrodotto la tradizione delle bottaie; si registrano anche nuove tecnologie, quali il barriche o l'invecchiamento moderato di alcuni bianchi, con cui si arricchisce il vino di sapori e profumi.

A Jesi e a Offida le due sezioni della Enoteca Regionale delle Marche sono punto di riferimento essenziale per poter apprezzare i vini e i prodotti tipici di tutto il territorio. Numerose e diffuse nella regione sono le feste del vino; gli itinerari che si snodano attraverso le strade e le città del vino sono un invito a gustarne tutte le varietà e i sapori, in un contesto ricco di arte, tradizione e cutura. Da non perdere a Cupramontana il Museo internazionale dell'etichetta del vino.

 

Falerio dei colli Ascolani

Le uve devono essere prodotte nel territorio della provincia di Ascoli Piceno, con esclusione della fascia alto collinare, montana e del fondovalle.
E’ ottenuto da uve provenienti da vigneti aventi la seguente composizione varietale: trebbiano toscano (min.40 %, max 50%), Passerina (min. 10% , max  30%) , Pecorino (min. 10%,  max 30%); da sole o congiuntamente  possono concorrere, fino ad un massimo del 20%,  tutte le altre varietà a bacca bianca non aromatiche autorizzate in provincia di Ascoli Piceno.
Suadente con la fragranza salsoiodica di molluschi e crostacei, il Falerio offre un delizioso accostamento con le olive verdi “Tenera Ascolana”,  farcite e fritte. 
Si abbina a condimenti semplici di animali di bassa corte, a sformati di verdure e a formaggi teneri.

 

Rosso Piceno

La zona di produzione del Rosso Piceno doc è la più vasta delle Marche; copre infatti tre province: Ancona, Macerata e Ascoli Piceno.

Ne esistono tre tipologie: Rosso Piceno, Rosso Piceno Sangiovese e Novello. Prevede anche il Rosso Piceno Superiore.
I vini sono ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi la seguente composizione varietale: Montepulciano (dal 35 al 70%) e Sangiovese (dal 30 al 50%). Possono concorrere fino ad un massimo del 15% tutti gli altri vitigni non aromatici a bacca rossa. 
Graditi risultano gli accostamenti a salumi e a secondi piatti di maiale, manzo e bassa corte in tegame con salsa rossa. Per le sue caratteristiche, soprattutto se giovane, si sposa bene con zuppe di pesce e pesci arrostiti sulla brace.

 

Verdicchio dei castelli di Jesi

La zona di produzione comprende le colline al centro della provincia di Ancona e una minima parte del territorio di Macerata. Per i vini prodotti nella zona originaria, i Castelli di Jesi, è concesso l’uso della menzione Classico.
Si ottiene da uve Verdicchio (minimo 85%); possono concorrere altri vitigni a bacca bianca autorizzati fino al 15%.
Sette sono le tipologie: Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante, Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva, Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva.
Tutti i piatti della cucina mediterranea  si sposano benissimo con questi vini, anche se l’abbinamento migliore è con il pesce, i crostacei e i molluschi.

 

Verdicchio di Matelica

La zona di produzione comprende parte del territorio dei comuni di Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco in provincia di Macerata e parte del territorio dei comuni di Cerreto d’Esi e Fabriano , in provincia di Ancona.
Il vino si ottiene con  uve del vitigno Verdicchio. Possono concorrere altri vitigni autorizzati, a  bacca bianca, fino ad un massimo del 15%.
Tre sono le tipologie disponibili: Verdicchio di Matelica, Spumante, Riserva e Passito.
I livelli più elevati di abbinamento si raggiungono con i primi e secondi piatti di pesce. 
Ottimo è anche l’accostamento ad antipasti crudi,  ai salumi e alle carni bianche.

Il Verdicchio di Matelica è prodotto nella valle dell'Esino, nelle colline maceratesi vicine a Matelica e fino al comune di Fabriano, in provincia di Ancona. Si ottiene con uve del vitigno Verdicchio, per un minimo dell'85%. Possono concorrere alla produzione di questo vino anche uve provenienti da vitigni a bacca bianca, purchè in misura non superiore al 15%. Il titolo alcometrico minimo è dell'11,5%. Si presenta con un colore giallo paglierino, profuma di frutta matura ed è generalmente corposo e di buona struttura. Può essere utilizzato come aperitivo o abbinato a piatti di pesce o a primi piatti con condimenti vegetali o di mare. Si accompagna spesso a zuppe di pesce e a pesci al cartoccio o al forno; è ottimo anche con le carni bianche.

 

Lacrima di Morro d'Alba

La zona di produzione comprende un ristretto territorio in provincia di Ancona, a nord del fiume Esino; interessa i comuni di Morro d’Alba, Monte San Vito, San Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia. Due sono le tipologie: Passito e Superiore.
E’ un vino ottenuto da uve del vitigno Lacrima; possono essere presenti vitigni a bacca rossa non aromatici, in misura non superiore al 15% del totale.
La delicata e piacevole struttura del vino consente abbinamenti con primi piatti a salsa rossa e ragù, con antipasti di pesce azzurro marinato e con secondi piatti di carni bianche. 
Il Lacrima, nel tipo amabile e frizzante, si rivela un ottimo vino da fine pasto.

 

Liquori e distillati

La distillazione nelle Marche ha origini antichissime grazie soprattutto ai monaci che, a partire dal XV secolo, si dedicavano con passione e talento alla creazione di bevande rigeneranti.

I liquori all’anice sono i più noti; l’anice, di eccellente qualità, viene prodotto in grandi quantità nella provincia di Ascoli Piceno. Il Mistrà e l’Anisetta nascono dall’uso di aromatizzare l’alcol, estratto dai residui dell’uva, con le sue essenze. Il Mistrà è diffuso nell’ascolano e nel maceratese; è preferito puro per gli aromi o come correzione al caffè. L’Anisetta, più dolce, è classica di Ascoli Piceno e viene servita nello storico Caffè Meletti, fondato dall’omonimo titolare.
A Fano la Moretta Fanese ha una curiosa storia: in origine si trattava di una formula empirica inventata in un bar del porto, per correggere il caffé prima di partire in mare o dopo il ritorno dalla pesca e doveva dunque essere forte e rigenerante. La mistura di brandy, anice e rhum si versava nel caffè caldissimo che rendeva vigore agli stanchi pescatori.Tra i liquori sono particolarmente apprezzati gli amari al tartufo, icaffè sport e il turchetto, realizzato con caffè amaro, rhum nero e una buccetta di limone.

Dalla tradizione contadine delle zone interne derivano due vini: il vin cotto e il vin santo. Il vin cotto, diffuso nel sud della regione, nasce dalla bollitura di succo d’uva che fornisce un prodotto dolce e dal forte aroma. Il vin santo, tipico del nord delle Marche, è prodotto con l’appassimento dell’uva; ha pertanto una concentrazione zuccherina molto alta che si traduce in un tenore alcolico altrettanto alto. Nello jesino e nel pesarese è noto il vino di visciola, la ciliegia selvatica collinare e montana che, fatta fermentare insieme a vino rosso locale, dà un prodotto aromatico che esalta i dolci della tradizione.