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Sull’origine del nome Sarnano sono state formulate più ipotesi. La parola racchiude una radice indoeuropea (*AR) che riconduce all’acqua corrente o a terreno scavato dall’acqua, ma è anche nome proprio; in questo caso Sarnano sarebbe un prediale, cioè il nome di un terreno (praedium) derivato da quello del suo proprietario, aggettivato nella forma consueta in –anum, che si ritrova in moltissimi nomi di luogo dell’Italia centrale.

Infatti l’origine di Sarnano è da ricondursi ad un’assegnazione di terre ai veterani di Augusto ed il nome potrebbe derivare proprio da quello dell’ufficiale dell’esercito romano cui toccò questo territorio nella spartizione fatta in epoca romana (centuriazione).

La Storia

L’origine di Sarnano è da ricondursi ad una assegnazione di terre ai veterani di Augusto; molti elementi poi riconducono alla Sarnano2occupazione del territorio da parte dei Longobardi, ma la nascita di Sarnano in libero comune è da farsi risalire al sec. XIII quando si affranca dalla signoria dei Brunforte. Di questo periodo conserva quasi intatto il nucleo del centro storico. Entrato nella sfera d’influenza dei Varano di Camerino, fu successivamente riassorbito dallo Stato della Chiesa fino alla annessione delle Marche al Regno d’Italia.

Le Terme

La fortuna di poter disporre di numerose sorgenti naturali di acque minerali di diversa natura, ha determinato le condizioni ottimali perché Sarnano si affermasse anche come Centro Termale, oggi, strutturalmente, forse il più attrezzato dell’intera Regione Marche. Le efficacissime oligominerali delle sorgenti di S. Giacomo e Tre Santi e delle Sulfuree Terro, Sassetto e Borghetti, Hanno ampiamente dimostrato di conseguire ottimi risultati nella azione di prevenzione, cura e riabilitazione di molte affezioni come la calcolosi delle vie urinarie, l’uricemia, le malattie del ricambio, della colecisti e dell’intestino, l’orecchio, il naso e la bocca, le prime vie respiratorie ed i polmoni, le ossa e le articolazioni, la pelle e l’apparato genitale femminile.

Nelli Stabilimento Termale, attrezzato con modernissimi impianti, le prestazioni curative vengono effettuate sotto il costante controllo di medici qualificati. Inoltre le Cure Inalatorie, le Cure Idroponiche, la Sordità Rinogena, la Balneoterapia (per le patologie dermatologiche e dell’apparato locomotore) e Cure Ginecologiche sono convenzionate con il Sanitario Nazionale.

L’inserimento della fisiocinesiterapia nell’ambito termale, avvenuto da alcuni anni, ha completato e perfezionato tradizionali trattamenti fangobalneoterapici, come momento terapeutico, riabilitativo e preventivo nei confronti di malattie croniche,degenerative e invalidanti che necessitano di un approccio rieducativo. Le attrezzature modernissime e sofisticate, vengono utilizzate al meglio dal personale specializzato di diverse scuole (Medici specialisti in Fisiatria, Ortopedia e Reumatologia, Terapisti della Riabilitazione e Massoterapisti). La moderna struttura prevede anche l’utilizzo della piscina termale per la riabilitazione neuromotoria e dei camminamenti utilizzati per la terapia delle patologie vascolari periferiche. In campo estetico viene utilizzata con successo, per problemi di cellulite, ristagno linfatico periferico e ipotrofia cutanea, la balneoterapia ozonizzata con idromassaggio, massaggio subacqueo ed estetico. Prevenzione, riabilitazione, bellezza, e tranquillità si completano alle terme di Sarnano, in un ambiente sereno e psicologicamente rilassante, per cui si allargano ulteriormente le indicazioni terapeutiche di un soggiorno termale all’insegna del relax, che può essere ripetuto Sarnano3anche più volte l’anno.

Il prodotto del borgo

La crostata al torrone:delizioso prodotto dolciario realizzato con un impasto a base di mandorle, nocciole ed altri ingredienti segreti.

Il ciauscolo: anche noto come il "salame che si spalma", è un prodotto tipico del centro italia, in particolare dell'entroterra marchigiano, in provincia di Macerata.

La ricetta tradizionale del ciauscolo prevede l'utilizzo delle parti più saporite del maiale, polpa di spalla, prosciutto e pancetta, più una buona quantità di grasso per mantenere morbido l'impasto.

Il tutto viene tritato più volte fino a raggiungere una purea omogenea.

La purea viene condita con sale, pepe, aglio pestato nel mortaio, vino cotto, insaccata nel budello, affumicata con fumo proveniente dalla combustione di bacche di ginepro e stagionata per un paio di mesi in luogo areato.

Il Pane: la tradizione panificatrice del borgo si esalta con numerose produzioni artigianali di pane cotto nel forno a legna dove questo prodotto assume i sapori e gli aromi unici delle “fascine” dei Monti Sibillini.

Il piatto del borgo

Vincisgrassi
Simili alle lasagne bolognesi ma realizzati con molti più strati di pasta e condimento sovrapposti. Si prepara un ragù di carni miste e di frattaglie con il quale si condiscono, unitamente a besciamella e formaggio pecorino grattugiato. 
I fagioli con le cotiche
Un tempo piatto povero e di tutti i giorni, oggi piatto ricercato, è possibile degustarli nei vari agriturismi della zona con fagioli e cotiche di produzione propria, accompagnati da fette di pane casereccio abbrustolito. 
Cinghiale in Salmì
La numerosa presenza di questo selvatico sui monti sibillini, offre lo spunto per varie personalizzazioni di questo piatto, dov non mancano mai bacche di ginepro e erbe aromatiche di montagna.